Essere una Sacerdotessa di Avalon

Sacerdotessa di Avalon è sempre stato un titolo che da quando ho sentito per le prima volta 18 anni fa ha risvegliato qualcosa nella mia memoria una parte di me che era sopita in questa vita. Sacerdotessa di Avalon ora, quando lo pronuncio, è parte integrante della mia vita.

Tre anni sono passati da quando ho compiuto la mia scelta e ho chiesto di essere ammessa al training per le sacerdotesse da quando mi sono messa in gioco per prendermi di nuovo questa parte della mia vita. È stato un percorso lungo e non senza difficoltà e stato impegnativo, pieno di gioia e di dolore, ma tutto questo è valso per riottenere quel titolo che sentivo così mio.

Essere sacerdotessa di Avalon, quando ci penso razionalmente la trovo una cosa strana, da quando sono necessari titoli o diplomi per poter vivere il rapporto con la dea? ma alla fine ho capito, essere sacerdotessa di Avalon, essere sacerdotessa del mio cuore, di me stessa, essere colei che crea il sacro.

Molte volte mi sono chiesta che senso ha essere una sacerdotessa di Avalon visto che non vivo a Glastonbury che non posso essere in connessione giorno dopo giorno con energie della signora li. Questa terza spirale mi ha dimostrato che mi stavo sbagliando, che le energie di Avalon scorrono vive dentro di me e, con la pratica e la devozione, posso riaprire le porte di Avalon nel mio cuore e ritrovarlo ovunque io sia, perché la via di Avalon nella via del cuore è la via che porta a casa e la via che porta al confronto con te stessa.

Quando ho finito la seconda spirale mi sentivo forte e con un ruolo ben preciso piena di idee di progetti su come portare la dea, come risvegliarla nella mia terra, ma quando nella pratica ho approfondito il mio rapporto con Nolava e con le energie dell’isola sacra, tutto questo si è rivoltato dentro di me ad affrontare altre ombre e altre luci a mettere alla prova la mia dedizione e devozione e la convinzione che questo è effettivamente il mio cammino.

Quante volte ho dubitato durante quest’anno spesse volte sono stata sul momento di mollare e ogni volta accadeva qualcosa per cui rimanevo nel cammino per cui rivivevo le energie di Avalon, la forza e la centratura che è contatto quotidiano con Nolava mi dà.

Durante quest’anno non ho mai sentito la necessità di condividere questo mio cammino con altri perché differenza della seconda spirale e stato un percorso all’interno di me stessa e quando ho portato la dea per gli altri è sempre stato per la mia vocazione al servizio perché altri mi chiedevano di essere il tramite e di far loro incontrare le energie e il volto della dea.

Essere una sacerdotessa di Avalon è vivere appieno la vita, essere il cambiamento, essere in grado di trasformare i momenti di questa vita in momenti magici, in momenti al di là delle nebbie, dove le maschere e i veli cadono e solo nostro cuore luminoso è il compagno che abbiamo lungo la via.

Essere una sacerdotessa di Avalon è, finalmente, essere totalmente me stessa, libera, forte, capace, responsabile, gioiosa, impegnata, di parola, pronta ad aprire le nebbie per tutti coloro che cercano di ritornare a casa.

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