Celebrazioni della Luna Piena 2015-2016

Dee Oltre le Nebbie riprenderà le celebrazioni della Luna Piena dal mese di Ottobre 2015.

Siamo alla ricerca di una sede più grande in modo da poter accogliere sempre più persone, a più presto daremo comunicazione in merito.

Per ogni evento è previsto un contributo variabile per coprire i costi della sala e dei materiali.

Le date delle Celebrazioni sono le seguenti:

27/10
18:30 Benedizione del Grembo (solo per le donne)
20:30 Celebrazione della luna piena (aperta a tutti, i bambini sopra i 10 anni sono benvenuti sotto responsabilità dei genitori)

25/11
20:30 Celebrazione della Luna Piena

22/12
18:30 Benedizione del Grembo (solo per le donne)

26/12
20:30 Celebrazione della Luna Piena

24/01
20:30 Celebrazione della Luna Piena

22/02
18:30 Benedizione del Grembo (solo per le donne)
20:30 Celebrazione della Luna Piena

23/03
20:30 Celebrazione della Luna Piena

22/04
20:30 Celebrazione della Luna Piena

21/05
18:30 Benedizione del Grembo (solo per le donne)
20:30 Celebrazione della Luna Piena

20/06
20:30 Celebrazione della Luna Piena

20/07
20:30 Celebrazione della Luna Piena di Lammas

18/08
18:30 Benedizione del Grembo (solo per le donne)
20:30 Celebrazione della Luna Piena

16/09
20:30 Celebrazione della Luna Piena

16/10
18:30 Benedizione del Grembo (solo per le donne)
20:30 Celebrazione della Luna Piena

Nuovo per.corso di Dee Oltre le Nebbie e prossimi appuntamenti

Finalmente online i dettagli del per.corso iniziatico “La Via della Sacerdotessa”, un viaggio alla scoperta della Dea nel territorio Veneto che comincerà il 7 Novembre 2015.

Per dettagli e iscrizioni cliccate QUI!

Da Novembre poi ricominceranno le celebrazioni Stagionali e quelle della Luna Piena, seguite il calendario alla pagina Eventi per altre informazioni.

A presto

-Anna

Le responsabilità, le pratiche e riti di una Sacerdotessa o Sacerdote della Dea e di Avalon

web__MG_0260Una Sacerdotessa o Sacerdote della Dea e di Avalon è una donna o un uomo che sceglie di seguire un percorso di servizio spirituale nella devozione sacra alla Signora di Avalon, Dea della Terra Sacra di Glastonbury / Avalon, alla Sua gente, i Suoi templi e alle energie sacre e trasformative dell’isola di Avalon.

Rendiamo la Dea viva attraverso la nostra devozione, la nostra adorazione, la nostra preghiera, il nostro servizio a Lei, le nostre azioni, la nostra espressione creativa, le nostre cerimonie, lo studio, la pratica, l’arte, la musica, la danza, attraverso la nostra vita quotidiana.

Diventare una Sacerdotessa di Avalon comporta cambiamenti in ogni aspetto del nostro essere, portandoci in allineamento con il vero scopo della nostra anima in questa vita. Come tutti sappiamo, questo non è qualcosa che accade durante la notte, ma con ogni nostro respiro. Lei è la via, Lei è l’obiettivo, e Lei è l’ispirazione per tutto ciò che facciamo. La nostra pratica spirituale con la Dea cambia il modo in cui viviamo la nostra vita, in modo che possiamo diventare esseri umani più gentili, più amorevoli e saggi.

I seguenti sono suggerimenti per lo sviluppo individuale delle Sacerdotesse in tutti i rami dell’Orchard di Avalon, che comprende tutti coloro che hanno completato con successo la prima spirale del Training. E’ valido soprattutto per coloro che continuano con la loro formazione e aspirano a diventare Sacerdotesse e Sacerdoti della Dea e di Avalon, ed è offerto con amore.

Questi suggerimenti sono stati discussi e modificati nelle riunioni dell’Orchard e si sono sviluppati nel corso del tempo. Ci rendiamo conto che alcune persone vorranno assumersi queste responsabilità, pratiche e riti in modo più completo rispetto ad altri. Essi costituiscono la base per un codice deontologico per le Sacerdotesse di Avalon.

Le responsabilità una Sacerdotessa o Sacerdote di Avalon

Vivere e agire con integrità personale.

Essere gentile, onesta, compassionevole, amorevole e saggia.

Amare e aver cura di me stessa in ogni momento.

Non danneggiare nessuno.

Essere responsabile verso me stessa e gli altri di tutte le mie azioni, sia positive che negative.

Essere preparata ad affrontare le conseguenze dei miei errori e fallimenti.

Rispettare, onorare e sostenere tutti i membri dell’Orchard di Avalon, che si sta ingrandendo.

Rispettare il diritto degli altri ad avere le proprie credenze spirituali.

Cercare di cooperare con gli altri e di non generare conflitti.

Mantenere la riservatezza interpersonale.

Conoscere i miei limiti e lavorarci, e di sapere che siamo senza limiti.

Imparare a discriminare tra il reale e l’irreale.

Evitare di offendere la Dea, non danneggiare la sua terra, i suoi animali, la sua gente, ecc, per leggerezza o volontariamente.

Le pratiche e riti di una Sacerdotessa o Sacerdote di Avalon

Mantenere una pratica spirituale quotidiana, invocando spesso la presenza della Signora di Avalon, Dea della nostra Terra Sacra.

Ascoltare e rispondere alle sue parole di verità.

Servire la Dea nei modi in cui Lei ci indica.

Fidarsi di lei, sapendo che Lei ci conduce attraverso le esperienze della vita per il nostro bene più grande.

Vivere ed esprimere noi stesse consapevolmente nel flusso della sua energia e il ritmo con i cicli e le stagioni della sua natura.

Generare le energie di Avalon e connettere altri a quelle energie.

Continuare ad espandere la nostra conoscenza ed esperienza della Dea, attraverso lo stare con Lei sulla Sua Terra Sacra in tutte le stagioni, attraverso lo studio continuo e sviluppo personale e praticando le sue vie.

Condividere le sue vie con gli altri.

Generare e mantenere lo spazio sacro.

Eseguire cerimonie di ogni genere nel flusso della sua energia con la dovuta preparazione e consapevolezza di scopo, con cura e attenzione ai dettagli, visibili e invisibili.

Sostenere coloro che stanno vivendo il volto oscuro della Dea.

Offrire conforto e guarigione in suo nome.

Servire regolarmente nel Tempio della Dea a Glastonbury, in altri templi della Dea in tutto il mondo, alla Godess Conference e in altre Conferenze sulla Dea.

Aspirare alla Sua estasi.

Codice di condotta dell’Orchard di Avalon 2015

Rispetto e sono solidale con tutti i membri dell’Orchard di Avalon e cerco di lavorare in armonia con tutti i membri dell’Orchard.

Continuo a studiare, imparare e sviluppare me stessa/o come Sorella / Fratello di Avalon o come Sacerdotessa o Sacerdote della Dea e o Avalon.

Aspiro a vivere la mia vita secondo i riti e le responsabilità di una Sacerdotessa / Sacerdote della Dea e di Avalon, e di una Sorella / Fratello di Avalon.

Abbraccio i valori del MadreMondo, di amore, cura e sostegno per tutti gli esseri e per la Terra stessa.

Quando sorge un conflitto tra me e un altro membro dell’Orchard faccio appello al mio Cerchio SVR* per aiutarci a risolvere il conflitto, così come altre Sacerdotesse o Sacerdoti o membri Orchard con maggiore esperienza.

* SVR è Sacerdote/ssa nella Vita Reale – in inglese vengono chiamati PIRL (Priestess in Real Life). I cerchi SVR sono gruppi locali / regionali di Sacerdot/esse che si incontrano di persona a condividere e sostenere l’un l’altro nel loro lavoro e nella vita come sacerdot/esse. I Cerchi SVR si incontrano fisicamente Quante volte lo desiderano, per esempio, settimanalmente, mensilmente, ecc. In ogni zona una sacerdote/ssa o un piccolo gruppo deve prendere l’iniziativa di avviare un SVR nella loro zona. SVR sono stati aperti a Glastonbury, Londra, Devon e in Italia.

La Rinascita – OSTARA, Festa della Madre del Fuoco

Primavera
Il Fuoco della Terra si fa vedere in Primavera nel cuore della Natura e delle Persone

Ostara è la festa della Madre del Fuoco, celebrata all’Equinozio di Primavera, intorno al 21 marzo, quando vi sono pari ore di luce e buio a segnalare il ritorno della luce.
Ad Avalon onoriamo Nolava del Fuoco e della Luce, Cliton la Morgen del Fuoco e della Primavera; celebriamo Artha, la Grande Orsa dei Cieli e della Terra, il cui contorno stellato ruota attorno al polo centrale dei nostri cieli durante tutto l’anno, quando si guarda da queste isole.
Onoriamo anche Grainne, Dea del Sole, il cui globo solare sale ogni giorno ad est, portando luce e nuova vita alla Terra, senza di Lei tutta la vita perirebbe. Onoriamo Sulis, donna Sole, celebriamo Eostre o Ostara, la Madre della Rinascita, il cui nome è stato utilizzato per nominare la Pasqua in lingua inglese con il termine Easter.
Ostara è la stagione della Rinascita della Vita, l’inverno è finito e anche se può fare ancora freddo e umido, le giornate sono sempre più calde. A Ostara la natura rinasce e riprende attività, tutta la vita si rinnova, la linfa ritorna nelle piante e negli alberi, germogli appaiono sui rami, gemme e fiori primaverili si aprono ai venti di marzo che
arrivano come leoni e se ne vanno come agnelli. Piogge e alte maree primaverili inondano la terra bassa e Avalon può essere vista ancora una volta come un’isola circondata dall’acqua.
Le notti sono ancora fredde e le giornate sono più calde, quindi le nebbie di Avalon sorgono molte volte colmando la bassa Terra dell’Estate.
Tutto ciò che è visibile dalla cima del Tor sopra la nebbia sono le lontane Colline di Mendip. Negli animali e negli eseri umani nasce il desiderio di accoppiarsi. Gli uccelli cantano e cominciano a costruire nidi su alberi e siepi. Gli animali si chiamano l’un l’altro e cominciano a perdere i loro spessi manti invernali.
A Ostara costruiamo bacchette magiche di fuoco come simboli del fuoco rinnovatore di Eostre. Rivendichiamo la Pasqua per la Dea, dipingendo le uova della rinascita.
Onoriamo il nostro fuoco creativo per esprimere i nostri sentimenti profondi per la Dea in forme creative come oggetti d’arte e di artigianato.
Ostara è uno dei due equinozi dell’anno in cui la luce e le tenebre entrano momentaneamente in equilibrio, in questo periodo spesso ci rendiamo conto di quanto siamo fuori equilibrio come esseri umani, di quanto profonde siano le ferite del femminile nel mondo e all’interno della nostra psiche. Creiamo dunque cerimonie che porteranno in equilibrio la nostra luce e il nostro lato buio, la nostra realtà interiore ed esteriore, celebriamo l’illuminazione di Cliton.

Onorare Nolava del Fuoco e della Luce.

Ad Avalon, Nolava è la Signora del Fuoco che si trova in tutte le stelle, nel sole che splende su di noi ogni giorno e nel fuoco che arde sotto la crosta terrestre. La Dea è nel Fuoco del Focolare, nei luoghi di lavoro, nelle nostre case e nei nostri cuori; è il Fuoco che porta luce, calore e vita a tutto il mondo; è il Fuoco dell’Amore che brilla nel cuore di Avalon, la sacra Fiamma Violetta che brilla ad Avalon e si irradia nel mondo.
Nolava è il Fuoco Mistico che infiamma i cuori di tutte/i coloro che aspirano a diventare sue Sacerdotesse, ci incoraggia a proseguire quando il gioco si fa duro; è la luce davanti a noi sul sentiero che illumina sempre il nostro cammino, se abbiamo gli occhi per vedere.
Il Fuoco è spesso identificato con lo Spirito, come il fuoco della kundalini che sale attraverso il corpo, dal chakra di base alla corona, portando l’espansione della coscienza e l’illuminazione spirituale.
Tuttavia, ci sono essenzialmente diversi tipi di fuoco: il fuoco fisico che produce calore e luce, cuoce il nostro cibo, riscalda e illumina le nostre case e città; i fuochi emotivi che possono infuriare incontrollabili, come la rabbia, odio, pena e lutto quando sono espressi e riempiono il nostro corpo con il calore ferendo coloro che ne entrano in contatto; i fuochi mentali che possono bruciare in modo chiaro con l’ispirazione o scatenarsi nella follia. Esiste anche un particolare tipo di fuoco chiamato Agni, il fuoco spirituale che colpisce come un fulmine, risvegliando e
trasformandoci nel cammino. Dobbiamo trattare il fuoco con grande rispetto perchè può fare del male se permettiamo che arda in-controllato.
L’ultimo giorno della Goddess Conference del 2004, accendemmo la Fiamma di Avalon per la prima volta, combinando sei fiamme diverse in una sola fiamma.
Onoriamo la Signora del Fuoco nelle nostre preghiere e ogni volta che accendiamo una candela o un fuoco nelle nostre case, giardini e campi; rendiamo grazie per la vita che ci dona.

Testo tratto da Sacerdotessa di Avalon, Sacerdotessa della Dea. di Kathy Jones, Ester Edizioni. (2014)

Baciare le cicatrici.

scarificazione-donne-africane

L’altro giorno stavo guardando la prima puntata della 3° serie di Vikings.

Dovete sapere che il mio personaggio preferito è Athelstan, un ex monaco catturato nella prima razzia in Inghilterra dai Vichinghi e portato con loro in Scandinavia dove a poco a poco diventa amico del protagonista. Nella seconda serie in uno dei viaggi decide di rimanere in inghilterra con re Echbert del Wessex, del quale diviene consigliere, ma viene catturato e torturato da alcuni fanatici per aver vissuto (e partecipato a cerimonie in onore agli Dei norreni) con i Vichinghi. Ovviamente si salva ma in lui rimangono visibili le ferite delle torture subite.

Durante l’episodio che ho visto venerdì, la principessa del Wessex ad un certo punto si avvicina ad Athelstan e gli chiede di poter vedere le cicatrici. Lui vuole solo nasconderle ma lei imperterrita gli prende la mano e bacia la cicatrice. Io non so quale sia l’intento dei creatori della serie per questo gesto, ma per me è stato uno dei più sacri.

L’ho visto come un gesto di onore verso le Ferite di quest’uomo tormentato che ancora non riesce a trovare la sua via. Mi sono chiesta quali cicatrici sto ancora nascondendo in me e che non ho ancora onorato al meglio per quello che mi hanno insegnato.

Ognuno di noi ha la propria storia più o meno bella, e tutti noi abbiamo le nostre Ferite.

In un percorso di crescita personale, come la Tradizione Avaloniana, ma anche in molti altri, c’è molta attenzione sul lavoro con la propria Ombra e con le proprie Ferite. La parte oscura dell’Anno, soprattutto da Samhain a Imbolc viene incentrata sul lavoro interiore e sulla scoperta di ciò che siamo diventati. Negli ultimi 5 anni sono riuscita a tirare fuori fatti ed esperienze che avevo sommerso nella mia mente, che avevo deciso di non ricordare per tutto il dolore o la vergogna che mi portavano. Poi, lavorandoci con le mie insegnanti, a poco a poco ho notato che le cicatrici lasciate diventano meno “importanti”, non spariscono certo, ma si assottigliano, assumono un’altra connotazione. Di alcune di queste cicatrici ora vado fiera, perché sono riuscita a sopravvivere e diventare la Donna che sono oggi anche grazie a loro.

E da qui il mio pensiero sulla necessità di rendere onore alle nostre cicatrici.  Come possiamo esserne orgogliosi se molte di esse ci ricordano solo il dolore e le sensazioni negative che abbiamo provato? Come fare per onorare il passaggio al riconoscimento dell’importanza che queste cicatrici hanno nella nostra Storia di Vita?

Per quello che è la mia esperienza, la via che mi ha permesso di guardare la mie cicatrici e cominciare ad apprezzarle è stata più che altro un percorso di accettazione del mio corpo fisico. Non che io non desideri modificare parte di esso, quello credo sia nella natura intrinseca di ognuno di noi, ma riuscire a vedere quello che ho e non quello che mi manca è stata una sorpresa.

Una pratica molto semplice, ma allo stesso tempo molto incisiva, è quella di concedersi del tempo “di qualità” davanti allo specchio e dirsi a voce alta tutti i propri pregi fisici. Stare davanti allo specchio non sempre è facile, tanto meno cercare in un “mare di difetti” qualcosa di bello.

Nude standing before a mirror, Henri de Toulouse Lautrec
Nude standing before a mirror, Henri de Toulouse Lautrec

Provateci, preparate un momento solo per voi stessi. Create un ambiente confortevole, cominciate le prime volte a lume di candela se volete (tutto è più bello a lume di candela…. :D), accendete dell’incenso, mettete su la vostra musica preferita e guardatevi con amore, vedete la Dea/il Dio dentro di voi, ripetendo a voce alta “Tu sei bellissima/o, tu sei splendida/o, tu sei la Dea/il Dio”. 

Vi posso assicurare che la prima volta magari ci si sente un pochino scemi, ma poi, quando gli occhi imparano a guardare veramente, il miracolo si compie.

Un brindisi!!!

Alle Ferite, a quelle che si sono rimarginate e a quelle che verranno.

La Scarsella di una Sacerdotessa

Donna che indossa la sua Scarsella  --- rievocazione medievale - www.scaligeri.com---
Donna che indossa la sua Scarsella – rievocazione medievale – http://www.scaligeri.com

Che cos’è una Scarsella?

Nell’abbigliamento medievale una scarsella era una piccola borsa da cintura, solitamente in cuoio più o meno decorata, che donne e uomini indossavano per trasportare il loro denaro o i loro averi più cari e preziosi. Qui in Veneto la parola Scarsela (pron. Scarsèa) significa tuttora tasca.

Qualche ora fa, rispondendo ad una domanda di Elena, mi è venuta in mente questa immagine della Scarsella di una Sacerdotessa, la sua borsa dove tiene tutto ciò che le serve, siano strumenti fisici “di lavoro” oppure capacità e conoscenze, siano oggetti personali indispensabili oppure parti di se che sono “utili allo scopo”.

Mi sono chiesta, poi, che cosa metterei nella mia.

Le cose più importanti all’interno della mia Scarsella sono le cose che ho imparato di me e ciò che conosco sulla Dea che metto a disposizione di chi celebra assieme a me.

Negli ultimi anni di studio e pratica nel mio sentiero personale con la Dea di Avalon ho scoperto di essere una persona portata all’ascolto, che amo stare nella Natura quando attorno c’è silenzio ad ascoltare il sussurro del Mondo. Ho scoperto di essere una brava cerimonialista e che mi piace molto creare questi spazi sacri in cui io e gli altri possiamo fare esperienza del Divino in noi e fuori di noi. Ho imparato che ho delle capacità artistiche nonostante abbia sempre creduto il contrario (in via di sviluppo certo, ma la pratica affina l’arte, giusto?). So che la mia Voce è un dono per me e per gli altri ed sto imparando ad ascoltare la Dea in ogni cosa che faccio e come Essere la Sua Voce durante le cerimonie. So di non essere così predisposta allo studio accademico, ma amo ascoltare le storie sugli Dei che mi raccontano le persone che mi sono accanto, così come amo le storie di Vita di chi condivide la Strada con me anche solo per un piccolo pezzo. Ho imparato a onorare chi si prende l’onere di essere una guida per gli altri senza metterli su un piedistallo di perfezione ed infallibilità, e mi sono posta anche io in questo ruolo. Nella mia Scarsella metto anche il mio essere una maniaca del controllo ed una comandina quando si tratta di cose che mi stanno a cuore, il mio amore per la puntualità e il mantenere la parola data. Ci metto ovviamente il mio Amore per la Dea in ogni Sua forma e la voglia che ogni Donna possa alzarsi in piedi un giorno e vederLa veramente dentro se stessa.

Alcuni di voi avranno da commentare che basta questo, che gli strumenti fisici non sempre servono e che l’unica cosa indispensabile siamo noi e la nostra connessione con gli Dèi, cosa della quale sono pienamente d’accordo. Ma volete mettere la potenza del simbolismo quando fisicamente compiamo dei gesti Sacri?

Partiamo dalle cose materiali, dagli Strumenti di “lavoro” di una Sacerdotessa. Nella mia Scarsella non mancano mai:

la mia adorata Dea di terracotta dono delle mie Sorelle ad Avalon
un sacchetto di offerte biodegradabili (fiori, semi, frutta secca o frutta) per gli spiriti e gli animali custodi del luogo
una piuma (oppure un ventaglio di piume)
una ciotola per l’acqua
un cristallo
una candela precedentemente accesa con la Fiamma di Avalon e portacandele (il potere della Fiamma rimane nello stoppino bruciato quando viene spenta)
un’accendino
incenso (in grani o bastoncino, dipende dalle occasioni)
un contenitore per l’incenso (eventualmente sabbia e carboncino)
una ciotola per la terra
sale

ma soprattutto ho imparato che per prima cosa devo prendermi cura di me stessa, perciò ci saranno sempre:

un pacchetto di fazzoletti
un telo per sedermi a terra
l’equipaggiamento da pioggia (soprattutto poncho e sovrapantaloni)
il mio mitico bastone da passeggio (che oramai ha fatto migliaia di km, si, compresi quelli in aereo)
un’assorbente di emergenza (si sa, la Dea ti aiuta a purificarti quando meno te lo aspetti a volte)
una bottiglietta d’acqua
dei biscotti (meglio ancora una barretta di Mars ma non ditelo al mio dottore… :P)
delle spille da balia
dei calzini di ricambio e un piccolo asciugamano

ma quanto grande è questa Scarsella, vi chiederete, beh le dimensioni variano dal sacchettino per gioielli alla valigia da
viaggio da 20kg, tutto dipende da dove devo andare. Quello che vi ho elencato è solo ciò che non mi manca mai attorno, che io sia a casa o altrove.

e voi?

Cosa mettete nella vostra Scarsella?